Il Teatro siciliano è uscito di scena???

Il teatro in Sicilia ha radici millenarie, partendo dai maestosi teatri greci di Siracusa, Taormina e Segesta (IV-III sec. a.C.) che integravano architettura e paesaggio, per passare al periodo romano, e poi alla tradizione teatrale sacra emedievale, fino all’edificazione di splendidi edifici neoclassici dell’Ottocento, come il Teatro Massimo Bellini di Catania, il Vittorio Emanuele di Messina, il teatro Massimo e il Politeama di Palermo.

Ma il teatro in siciliano non va inteso solo come edificio, ma anche comeGrandi autori e attori dell’ottocento e delnovocento.

Tali autori non si limitavano a creare novelle, a essere drammaturgi, erano anche romanzieri, teorici di correnti letterarie e filosofiche.

Luigi Capuana, teorico del verismo e autore drammatico, ha contribuito a definire le basi del dramma borghese e popolare siciliano.

Nelle sue opere, la Sicilia è ritratta con una “sincerità” che esplora la psicologia dei personaggi, tra violenza e passioni, descrivendo la realtà rurale e i conflitti sociali.

Giovanni Verga noto soprattutto come narratore, ha avutoinvece un ruolo principale nel teatro verista.

Rappresenta la trasposizione scenica del Verismo, focalizzandosi su passioni elementari, e ambientazioni agrestie conflitti sociali con un linguaggio scarno e aderente al “vero”.

Opere come Cavalleria rusticana hanno portato sulle scene la vita cruda e passionale della Sicilia delle campagne, inaugurando un nuovo linguaggio scenico.

Nino Martoglio è il padre del teatro dialettale siciliano colto. Con opere come San Giovanni decollato e soprattutto come L’aria del continente, ha saputo fondere ironica, comicità, satira sociale e profondità psicologica, valorizzando la lingua siciliana.

Nel Novecento poi la Sicilia è rappresentata da Luigi Pirandello che ha rivoluzionato il teatro Mondiale!

Sebbene le sue opere più celebri (come Sei personaggi in cerca d’autore) siano in italiano, la sua visione del mondo è intrinsecamente legata alle sue origini siciliane e alla sua percezione della realtà.

Pirandello è il nostro Premio Nobel per la Letteratura assegnato il 10 dicembre del 1934 “per il suo audace e ingegnoso rilancio dell’arte drammatica e scenica. Le sue opere sono state tradotte e rappresentate in tutto il mondo.

Ma con lui non ci fermiamo, continuiamo con Rosso di San Secondo autore nisseno, tra i più rappresentativi del teatro italiano del primo Novecento, noto per opere intrise di atmosfere grottesche e simboliste.

Per passare poi al pattese Beniamino Joppolo precursore del “teatro dell’assurdo”.

Sino ad arrivare a Leonardo Sciascia che ha esteso il suo impegno letterario al teatro con opere che analizzano le dinamiche del potere, la corruzione e la giustizia, spesso specchiandosi nelle sue inchieste narrative.

Il novecento siciliano dà anche i natali ai grandi interpreti delTeatro Popolare e della Drammaturgia contemporanea italianada: Turi Ferro, attore fondamentale per la storia del teatro siciliano a Rosina Anselmi e Angelo Musco.

Turri Ferro interprete principale del Teatro Stabile di Catania, ha dato vita ai personaggi di Martoglio, Pirandello e Verga, rendendo il teatro dialettale siciliano di altissimo livello.

E’stato uno dei più grandi attori teatrali italiani del Novecento, capocomico e pilastro del teatro siciliano e pirandelliano.

Fondatore del Teatro Stabile di Catania (1958) con Michele Abruzzo e Umberto Spadaro, ha recitato a lungo con la moglie Ida Carrara, formando una compagnia celebre per l’alto valore artistico e la tradizione popolare.

Tra gli attori che fecero parte dello Stabile di Catania e continuano a rappresentarci ci sono tra gli altri Guia Jelo,Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina.

Sempre nel novecento Franco Poeta è uno dei maggiori drammaturgi palermitani, che ha creato un teatro unico, basato su un linguaggio dialettale poetico e surreale, esplorando l’anima della Palermo popolare.

Emma Dante regista e autrice palermitana contemporanea, ha portato sulla scena un teatro crudo, fisico, spesso in dialetto, che affronta temi sociali e mitologici siciliani.

Attori palermitani storici come Franco Franchi e Ciccio Ingrassia si affiancano a nomi contemporanei e di tradizione come Paride Benassai, Giacomo Civiletti, Tony Sperandeo, Mario Pupella e Lollo Franco.

Ma il teatro Siciliano non è solo Catania, Agrigento o Palermo.

C’è anche Messina fucina di una grande tradizione operistica e teatrale sin dal 1800 sino agli anni 2000.

Nel settore operistico Messina è sempre stata al centro dell’Isola con Emilio Barbieri: Baritono attivo nei maggiori teatri italiani (Carlo Felice di Genova, Regio di Parma, Costanzi di Roma) tra il 1879 e il 1894.

Letterio Saitta musicista nato a Messina nel 1869, autore dell’opera “Messina”, ha proseguito la sua carriera all’estero e musicisti di alto livello attivi in città prima del sisma del 1908.

Nel settore teatrale fa tra gli anni 1960 e 2000 Messina sfornava produzioni teatrali, operistiche, e operavano attori teatrali, cinematografici, cantanti, oggi offre solo qualche opera ospitata presso il Vittorio Emanuele.

C’erano i tanti teatri dal Savoia al Romolo Valli, dal San Carlino al Teatro in Fiera, dalla Saletta Laudamo al Teatro Libero di Messina sino alla realtà del Latum istituito dalla Docente Universitaria Paola Radici Colace, diretto dalla regista e attrice Rosy Gangemi.

Tra gli attori messinesi: Antonio Alveario, Ninni Bruschetta, Giampiero Cicciò, Martina Consolo, Stella Egitto, Nino Frassica, Rosy Gangemi, Daniele Gonciaruk, Pippo Luciano, Luca Massaro, Roberto Messina, Domenico Minutoli, Massimo Mollica, Gianfranco Quero, Eugenio Papalia, Spiro Scimone, Adele Spadaro, Franco Tripodo.

Oggi non c’è più nulla!!!

Resistono il Teatro Massimo e il Politeama Garibaldi a Palermo, il Massimo Bellini e il Verga (Stabile) a Catania, il Vittorio Emanuele a Messina e il Pirandello ad Agrigento.

Le altre Provincie neanche compaiono in scena.

Considerati questi risultati la domanda è una: la regione siciliana negli anni ha polverizzato i contributi per le compagnie teatrali e operistiche?

Cosa è rimasto dell’arte drammatica e scenica che ci valse un premio Nobel e tanti attori di primo ordine? Sipario!!!!

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